Giurisprudenza CorEDU: La libertà di coscienza non tutela il rifiuto a vendere pillola contraccettiva

Gennaio 26, 2010 by admin 

Nell’affaire Pichon et Sajous c. Francia (ric. n. 49853/99 decisione del 2 ottobre 2001), due farmaciste si sono opposte alla vendita della pillola contraccettiva a tre donne che, in seguito, hanno sporto denuncia. Le due ricorrenti sono state condannate a una pena pecuniaria dai tribunali francesi. La Corte europea ha rigettato il ricorso presentato dalle due farmaciste: essa ha stabilito che sebbene l’articolo 9 CEDU protegga il campo delle convinzioni personali e delle credenze religiose e gli atti ad essi intimamente connessi, non si può sostenere che questa disposizione garantisca sempre il diritto di comportarsi in ambito pubblico con modalità dettate da tali convinzioni. Infatti, l’articolo 9 non protegge qualsiasi atto o comportamento pubblico motivato o ispirato da una religione o convinzione.

La Cour relève que dans la présente affaire, les requérants, pharmaciens associés, ont argué de leurs croyances religieuses pour refuser de vendre, dans leur officine, la pilule contraceptive.

La Corte ritiene che, nella misura in cui la vendita della pillola é legale, è concessa solo su prescrizione medica e avviene esclusivamente e obbligatoriamente in farmacia, i ricorrenti farmacisti non posso fare valere e imporre ad altri le loro convinzioni religiose per giustificare il rifiuto a vendere tale prodotto, in quanto la manifestazione delle proprie convinzioni può essere esercitata in molteplici maniere al di fuori della sfera professionale.

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