LA RIFORMA DEL CONSIGLIO D’EUROPA: il programma del Segretario generale. Il CoE come “faro dell’Europa”

Gennaio 24, 2010 by admin 

Foto CoE

Foto CoE

20 gennaio 2010, Strasburgo. Il neoeletto segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, ha presentato davanti al Consiglio dei Ministri le linee direttrici della nuova riforma del Consiglio d’Europa, ottenendo un larghissimo sotegno da parte dei Paesi membri (comunicato sulla reazione del Comitato dei ministri; v. inoltre comunicato sul sostegno di Regno Unito e Germania).

L’obiettivo esplicito è quello di rilanciare il ruolo politico del Consiglio d’Europa sul piano internazionale, costituire il “nuovo faro per l’Europa“. Riformare, ridinamizzare, adattare questa organizzazione al nuovo contesto storico  per porsi come nuovo punto di riferimento regionale per tutti gli Stati dell’UE e non. Puntare sulle caratteristiche che lo rendono unico sul piano internazionale  per creare una nuova stabilità sociale europea, condizione necessaria per garantire il mantenimento della pace e la democrazia. Il segretario generale fa un appello a tutti gli organi del Consiglio affinchè contribuiscano a che la riforma parta da subito, “prima che sia troppo tardi”.

In un momento storico come quello attuale, il Consiglio si deve proporre come uno spazio di stabilità e sicurezza democratica, cercando di riunire tutti gli Stati nazioni e l’Unione europea, con tutto il suo peso economico e politico, sotto le stesse norme, le stese leggi, la stessa corte.

Les pays membres et non membres de l’Union européenne naviguent à bord d’un même navire, à destination d’un même avenir : une Europe unie et sans clivages.

E’ per questo che in un’Europa in rapida mutazione è necessario essere “capaci di riformare e di modernizzare le nostre istituzioni e di ridinamizzare il Consiglio d’Europa“.

Ce n’est qu’en réformant notre Organisation que nous pouvons faire face aux nouvelles réalités de notre continent, être un partenaire pertinent et remplir notre rôle, tel que défini dans notre Statut, à savoir contribuer à l’unité européenne.

Il Consiglio d’Europa deve puntare su “i settori nei quali abbiamo dei reali atouts“. Ad esempio, valorizzando “le rôle non-politique, axé sur l’expertise”, cio’ che ci differenzia da altre organizzazioni che si occupano invece prevalentamente di “questions économiques, militaires et géostratégique”.

il Consigio d’Europa è inoltre la sola organizzazione che ha per missione

d’assurer le suivi du respect des obligations en matière de droits de l’homme, de démocratie et d’Etat de droit qui soit aussi pourvue des outils nécessaires pour la remplir pleinement et efficacement. La Cour des droits de l’homme, notamment, est un instrument exceptionnel sans équivalent sur aucun continent, ni à aucune époque.

Il Consiglio d’Europa è una istituzione unica dotata di un accesso eccezionale al sapere e all’informazione grazie alle risorse uniche di cui dispone: ’instruments de suivi, est présent sur le terrain, il rassemble des parlementaires de tous les pays, il a des contacts privilégiés avec les autorités locales et régionales et il coopère étroitement avec les ONG”.

Grazie a queste risorse il CoE deve porsi l’obiettivo di anticipare e contribuire a trovare soluzioni ai grandi problemi sociali e politici, prima che sia troppo tardi. Siamo infatti

confrontés à une méfiance et à une intolérance accrues dans presque tous nos pays où se conjuguent les problèmes économiques et sociaux et les questions de migration.

Questa organizzazione deve essere un “faro per l’Europa”, una struttura di allerta precoce con il risorgere di nuovi totalitarismi.

La stabilità sociale è una condizione del mantenimento della democrazia.

Les droits sociaux ne peuvent être assurés sans droits démocratiques. Le Conseil de l’Europe doit donc être une maison dans laquelle les droits de l’homme et les droits sociaux cohabitent dans un même combat pour la paix et la stabilité.

Ecco in breve i quattro obiettivi della riforma:

– revitaliser le Conseil de l’Europe en tant qu’organe politique et organisation novatrice ;
– concentrer nos travaux sur un nombre plus restreint de projets, sélectionnés en fonction de leur forte valeur ajoutée et de leurs avantages spécifiques ;
– développer une organisation souple qui soit aussi plus visible et plus adaptée aux besoins des citoyens européens.

Jagland ha poi enucleato i quattro pilastri su cui si fonderà la prima tappa della riforma:

I. Migliore governance

Si deve rivedere globalmente la comunicazione.

Ristrutturare gli strumenti finanziari prevedendo un budget “plus performants” e trasparente.

Puntare sulla valutazione delle azioni messe in atto dall’organizzazione, creando nuovi strumenti controllo dlela qualità delle attività del Consiglio.

II. Pilastro operazionale

Porre l’attenzione sull’impatto reale delle attività. Rivedere il programma delle attività concentrandosi sulla loro portata e sul loro valore aggiunto. Concetrarsi sulle attività nei settori nei quali abbiamo dei reali atouts e “fare ciò che le altre organizzazioni non sanno fare”:

Puntare su programmi meno numerosi ma più efficaci.

Rivedere la presenza dell’organizzazione sul territorio al fine di essere maggiorm,ente visibili e efficiaci, creando, ad esempio, una rete di ufifci del Consiglio d’Europa “qui ne seraient plus considérés comme des structures secondaires et ponctuelles mais feraient partie intégrante du système du Conseil de l’Europe”.

III. Le strutture del Consiglio

Le Secrétariat doit être structuré afin de réaliser les objectifs politiques de l’Organisation, de faciliter la transversalité et la coordination, tout en gardant à l’esprit la nécessité d’instaurer un bon rapport coût/efficacité.

IV. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo

Stop al trasferimento di risorse dalle attività del Consiglio verso la Corte. Si devono cercare delle soluzioni alternative.

Ecco il testo integrale dell’intervento (francese e inglese).

Comments

Feel free to leave a comment...
and oh, if you want a pic to show with your comment, go get a gravatar!