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	<title>Labdif - Laboratorio per la ricerca sui diritti fondamentali</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<pubDate>Sun, 09 May 2010 12:22:33 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Le politiche di respingimento in mare dell&#8217;Italia violano i diritti umani</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 12:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrica Voena</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Consiglio d'Europa]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Strasburgo, 28 aprile 2010 - Il Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) del Consiglio d&#8217;Europa ha pubblicato il proprio rapporto sulla visita in Italia del 27-31 luglio 2009 a valutazione delle politiche di respingimento del Paese verso la Libia e altri Stati non europei. La visita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d0/Boat_People_from_Haiti.jpg"><img class="alignleft" title="Barca immigrati" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d0/Boat_People_from_Haiti.jpg" alt="" width="177" height="133" /></a>Strasburgo, 28 aprile 2010 - Il <a href="http://www.cpt.coe.int/en/default.htm">Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT)</a> del Consiglio d&#8217;Europa ha pubblicato il proprio <a href="http://www.cpt.coe.int/documents/ita/2010-inf-14-eng.htm#_Toc251075408">rapporto sulla visita in Italia</a> del 27-31 luglio 2009 a valutazione delle politiche di respingimento del Paese verso la Libia e altri Stati non europei. La visita del CPT ha concentrato il proprio interesse sulle operazioni  di respingimento avvenute tra maggio e fine luglio 2009 e ha anche preso  in considerazione il trattamento riservato ai migranti nel periodo in  cui sono stati privati della loro libertà nel corso di tali operazioni.</p>
<p>Secondo il rapporto, la pratica italiana di intercettare le imbarcazioni dei migranti in mare e di costringerli a ritornare verso Paesi con una tutela inadeguata dei diritti umani costituisce violazione del principio di <em>non-refoulement</em>, cui l&#8217;Italia é obbligata anche in virtù dell&#8217;Articolo 3 CEDU.</p>
<p><span id="more-1100"></span></p>
<p>Il Comitato ha chiarito come l&#8217;impego di personale e navi per  proteggere i confini o soccorrere in mare costituisca esercizio di giurisdizione, anche quando ciò avvenga al di fuori delle acque territoriali. Poiché ogni persona soggetta alla giurisdizione di un Paese signatario della Convenzione europea deve poter godere dei diritti insiti nel principio di <em>non-refoulement</em>, l’Italia avrebbe dovuto dare la possibilità a tutti i migranti di richiedere la protezione internazionale e di fornire le strutture necessarie a ciò.</p>
<p>Per il periodo preso in considerazione, secondo le informazioni raccolte dal CPT, ai migranti intercettati in mare non sono state offerte possibilità e strutture dalle autorità italiane. Ai soggetti rinviati in Libia non é stato concesso il diritto ad una valutazione individuale del porprio caso nè un ricorso effettivo as sistema di protezione dei rifugiati.</p>
<p>Il rapporto aggiunge inoltre che, sulla base delle indagini della delegazione del Comitato, le Autorità italiane avrebbero deliberatamente respinto persone particolarmente vulnerabili (par. 37) e probabilmente anche persone che  potevano attestare ilproprio status di rifugiati (par. 23).</p>
<p>L&#8217;Italia é stata dunque duramente condannata:</p>
<blockquote><p>In the CPT’s view, Italy’s policy, in its present form, of intercepting migrants at sea and obliging them to return to Libya or other non-European countries, violates the principle of non-refoulement, which forms part of Italy’s obligations under Article 3 of the European Convention on Human Rights. &#8230;</p></blockquote>
<blockquote><p>The so-called push-back policy, as pursued by the Italian authorities and described in this report, does not meet these requirements. The CPT urges the Italian authorities to substantially review forthwith the current practice of intercepting migrants at sea, so as to ensure that all persons within Italy’s jurisdiction – including those intercepted at sea outside Italian territorial waters by Italian-controlled vessels – receive the necessary humanitarian and medical care that their condition requires and that they have effective access to procedures and safeguards capable of guaranteeing respect for the principle of non-refoulement.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.cpt.coe.int/documents/ita/2010-inf-15-eng.htm">Qui la risposta del Governo</a> italiano, reso pubblico su richiesta delle autorità italiane.</p>
<p>La problematica é particolarmente attuale dato l&#8217;avvicinarsi del periodo estivo e lascia molto su cui riflettere, soprattutto rispetto alla gravità di quanto emerso sul comportamento di fatto delle Autorità italiane.</p>
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		<title>venerdì 30 aprile h.12‏ - ultimo seminario LabDiF al corso di Fundamental Rights</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 10:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrica Voena</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attività]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito del corso di Fundamental Rights: Declarations, Princinciples, Enforcement tenuto dal prof. Ugo Pagallo, il LabDiF parteciperà intervenendo su:
&#8220;Diritto all&#8217;ambiente e giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo&#8221;
venerdì 30 aprile dalle ore 12 alle 13,30
in aula 5 Margara
L&#8217;incontro concluderà le attività dei gruppi del semestre e costituisce un&#8217;importante occasione per discutere e confrontarsi con gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.labdif.org/wp-content/uploads/2010/04/logo-labdif_nuovo.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1096 alignleft" title="logo-labdif_nuovo" src="http://www.labdif.org/wp-content/uploads/2010/04/logo-labdif_nuovo-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Nell&#8217;ambito del corso di Fundamental Rights: Declarations, Princinciples, Enforcement tenuto dal prof. Ugo Pagallo, il LabDiF parteciperà intervenendo su:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>&#8220;Diritto all&#8217;ambiente e giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>venerdì 30 aprile</strong> dalle <strong>ore 12 alle 13,30</strong><br />
in aula 5 Margara</p>
<p>L&#8217;incontro concluderà le attività dei gruppi del semestre e costituisce un&#8217;importante occasione per discutere e confrontarsi con gli studenti del corso di Fundamental Rights della nostra Facoltà, creando un ulteriore momento di dibattito ed approfondimento sia per chi ha partecipato agli incontri precedenti sull&#8217;argomento sia per chi invece ha partecipato con meno continuità.<br />
I materiali relativi all&#8217;incontro sono disponibili sul sito Klips della facoltà, nella sezione appositamente dedicata dal corso di Fundamental Rights.</p>
<p style="text-align: center;">Siete tutti invitati a partecipare attivamente e rappresentare con entusiasmo le idee ed i progetti del LabDiF!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Giovedì 22 ore 12-13,30: seminario LabDiF al corso di Fundamental Rights</title>
		<link>http://www.labdif.org/?p=1092</link>
		<comments>http://www.labdif.org/?p=1092#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 20:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrica Voena</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attività]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labdif.org/?p=1092</guid>
		<description><![CDATA[Vi ricordiamo che, nell&#8217;ambito del corso di Fundamental Rights: Declarations, Princinciples, Enforcement tenuto dal prof. Ugo Pagallo, il LabDiF parteciperà
giovedì 22 aprile
dalle ore 12 alle 13,30 in aula 5 Margara
intervenendo su
Attività d&#8217;impresa e diritti fondamentali: dalla regolamentazione degli investimenti internazionali alla responsabilità sociale delle imprese
L&#8217;incontro costituisce un&#8217;importante occasione per discutere e confrontarsi con gli studenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordiamo che, nell&#8217;ambito del corso di F<em>undamental Rights: Declarations, Princinciples, Enforcement </em>tenuto dal prof. Ugo Pagallo, il LabDiF parteciperà</p>
<p style="text-align: center;"><strong>giovedì 22 aprile</strong><br />
dalle <strong>ore 12 alle 13,30</strong> in aula <strong>5 Margara</strong><br />
intervenendo su</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Attività d&#8217;impresa e diritti fondamentali: dalla regolamentazione degli investimenti internazionali alla responsabilità sociale delle imprese</strong></p>
<p>L&#8217;incontro costituisce un&#8217;importante occasione per discutere e confrontarsi con gli studenti del corso di Fundamental Rights della nostra Facoltà. Il seminario si inserisce nell&#8217;ambito dei gruppi di ricerca sviluppati durante il semestre ed é un ulteriore momento di dibattito ed approfondimento sia per chi ha partecipato agli incontri precedenti sull&#8217;argomento sia per chi invece ha partecipato con meno continuità. Portate anche i vostri amici interessati, dunque, più siamo più il dibattito si arricchisce.</p>
<p>Speriamo che possiate tutti partecipare e rappresentare con entusiasmo le idee ed i progetti del LabDiF!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Secondo incontro sulla resposabilità sociale delle imprese: lunedì ore 18 aula 24</title>
		<link>http://www.labdif.org/?p=1089</link>
		<comments>http://www.labdif.org/?p=1089#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 08:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrica Voena</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attività]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il secondo incontro del
gruppo sulla responsabilità sociale delle imprese
è stato organizzato per lunedì 19 aprile alle ore 18 in aula 24 a Palazzo Nuovo.

Speriamo di vedervi numerosi!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il secondo incontro del</p>
<p style="text-align: center;"><strong>gruppo sulla responsabilità sociale delle imprese</strong></p>
<p style="text-align: center;">è stato organizzato per <strong>lunedì 19 aprile alle ore 18</strong> in aula 24 a Palazzo Nuovo.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: right;">Speriamo di vedervi numerosi!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Continuano gli incontri dei gruppi del LabDiF</title>
		<link>http://www.labdif.org/?p=1087</link>
		<comments>http://www.labdif.org/?p=1087#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 21:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrica Voena</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attività]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labdif.org/?p=1087</guid>
		<description><![CDATA[Nel ricordarvi l&#8217;appuntamento di giovedì 7 aprile alle 18 in auletta studenti di giurisprudenza (all&#8217;angolo tra l&#8217;atrio ed il corridoio di giurisprudenza, al piano terra) per il secondo incontro del gruppo sull&#8217;ambiente come diritto fondamentale, in cui analizzeremo insieme alcune sentenze per individuale il rango ed il bilanciamento che di questo diritto viene fatto,
vi proponiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel ricordarvi l&#8217;appuntamento di giovedì 7 aprile alle 18 in auletta studenti di giurisprudenza (all&#8217;angolo tra l&#8217;atrio ed il corridoio di giurisprudenza, al piano terra) per il secondo incontro del gruppo sull&#8217;ambiente come diritto fondamentale, in cui analizzeremo insieme alcune sentenze per individuale il rango ed il bilanciamento che di questo diritto viene fatto,</p>
<p style="text-align: center;">vi proponiamo il <span style="text-decoration: underline;">primo incontro del gruppo</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Diritti fondamentali e investimenti esteri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>lunedì 12 aprile alle ore 18</strong><br />
sempre nell&#8217;auletta vetri di giurisprudenza, Palazzo Nuovo.</p>
<p>Durante gli incontri verranno distribuiti materiali di approfondimento.<br />
Per ulteriori informazioni potete sempre contattarci su info@labdif.org e vi invitiamo a tenere sempre in considerazione il nostro sito.</p>
<p>Speriamo di vedervi numerosi!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Primo incontro &#8220;L&#8217;ambiente come diritto fondamentale&#8221; - lunedì 29 marzo ore 18</title>
		<link>http://www.labdif.org/?p=1083</link>
		<comments>http://www.labdif.org/?p=1083#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 15:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrica Voena</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attività]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labdif.org/?p=1083</guid>
		<description><![CDATA[Il LabDiF ha organizzato l&#8217;incontro seminariale:
&#8220;L&#8217;ambiente come diritto fondamentale&#8221;
ospite il dott. Andrea Carapellucci,
dottorando in diritto amministrativo presso l&#8217;Università Statale di Milano
lunedì 29 marzo alle ore 18,00 in aula 24 di Palazzo Nuovo.
L&#8217;incontro introdurrà anche il progetto di ricerca avviato dal Laboratorio su questo argomento.
Chi fosse interessato a partecipare attivamente ad un progetto può contattarci scrivendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.labdif.org/wp-content/uploads/2010/03/logo-labdif_nuovo1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1085" title="logo-labdif_nuovo1" src="http://www.labdif.org/wp-content/uploads/2010/03/logo-labdif_nuovo1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il LabDiF ha organizzato l&#8217;incontro seminariale:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>&#8220;L&#8217;ambiente come diritto fondamentale&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: center;">ospite il dott. Andrea Carapellucci,<br />
dottorando in diritto amministrativo presso l&#8217;Università Statale di Milano</p>
<p style="text-align: center;"><strong>lunedì 29 marzo alle ore 18,00 in aula 24 di Palazzo Nuovo.</strong></p>
<p>L&#8217;incontro introdurrà anche il progetto di ricerca avviato dal Laboratorio su questo argomento.</p>
<p>Chi fosse interessato a partecipare attivamente ad un <a href="http://www.labdif.org/?page_id=7">progetto</a> può contattarci scrivendo a info@labdif.org.</p>
<p>Speriamo di vedervi numerosi!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sancito il diritto al subentro nella locazione delle coppie omosessuali</title>
		<link>http://www.labdif.org/?p=1075</link>
		<comments>http://www.labdif.org/?p=1075#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Shaira Thobani</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[CEDU]]></category>

		<category><![CDATA[Coppie omosessuali]]></category>

		<category><![CDATA[Locazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.labdif.org/?p=1075</guid>
		<description><![CDATA[17 Marzo 2010 – Strasburgo. La CorEDU, nella sentenza Kozack v. Polonia, ha censurato il regime polacco (ora abrogato da una nuova legge del 2001) riguardante i diritti di successione dei conviventi omosessuli nel contratto di locazione intestato al partner. Ha così affermato il diritto delle coppie omosessuali di vedersi riconosciuti gli stessi diritti delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>17 Marzo 2010 – Strasburgo. La CorEDU, nella sentenza <a href="http://cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp?action=html&amp;documentId=863720&amp;portal=hbkm&amp;source=externalbydocnumber&amp;table=F69A27FD8FB86142BF01C1166DEA398649">Kozack v. Polonia</a>, ha censurato il regime polacco (ora abrogato da una nuova legge del 2001) riguardante i diritti di successione dei conviventi omosessuli nel contratto di locazione intestato al partner.<span lang="it-IT"> Ha cos</span><span style="'Times New Roman', serif;"><span lang="it-IT">ì affermato il diritto delle coppie omosessuali di vedersi riconosciuti gli stessi diritti delle coppie eterosessuali nell&#8217;ambito, nel caso in questione, del subentro nella locazione, in mancanza di motivi che determinino una giustificata diversità di trattamento.</span></span></p>
<p><span id="more-1075"></span></p>
<p><span lang="it-IT">Il ricorrente ha denunciato la violazione congiunta degli artt. 8 e 14 della CEDU (riguardanti il diritto alla vita privata e il divieto di discriminazione), in seguito alla mancata rinnovazione a suo favore della locazione dell&#8217;appartamento in cui risiedeva insieme al compagno deceduto. La Corte ha rilevato come, contrariamente a quanto sostenuto dal Governo, dalle sentenze dei giudici polacchi emergesse che la principale motivazione per cui al ricorrente era stato negato il diritto di succedere nella locazione, era la natura omosessuale della coppia, in quanto suddetto diritto era riconosciuto (in base a una legge del 1994, sostituita nel 2001 da una legge che riconosce il diritto a succedere nella locazione a tutti coloro che intrattenevano una convivenza de facto con il defunto) solo a chi avesse intrattenuto con il locatario una convivenza de facto coniugale. Poiché,</span><span style="'Times New Roman', serif;"><span lang="it-IT"> ex art. 18 Cost., l&#8217;unica fattispecie di matrimonio riconosciuta dall&#8217;ordinamento polacco è quella tra un uomo e una donna, una coppia omosessuale non può, per definizione, convivere in una maniera de facto coniugale. Dunque, il convivente omosessuale non rientra tra le categorie di soggetti a cui la legge attribuisce il diritto di succedere nella locazione.</span></span></p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span lang="it-IT">La CorEDU, innanzitutto, sottolinea come l&#8217;art. 8 CEDU rilevi sotto due profili: il diritto alla vita privata, nel caso specifico, copre sia l&#8217;ambito dell&#8217;orientamento sessuale sia il diritto alla “casa”. Inoltre l&#8217;art. 14 si riferisce espressamente al divieto di discriminazione dovuta a orientamenti sessuali, di conseguenza […] </span></span></p>
<blockquote><p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="#000000;"><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><em>particularly weighty reasons need to be advanced before the Court to justify the measure complained of. Where a difference of treatment is based on sex or sexual orientation the margin of appreciation afforded to the State is narrow and in such situations the principle of proportionality does not merely require that the measure chosen is in general suited for realising the aim sought but it must also be shown that it was necessary in the circumstances. Indeed, if the reasons advanced for a difference in treatment were based solely on the applicant&#8217;s sexual orientation, this would amount to discrimination under the Convention. </em></span></span></span></span></p></blockquote>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="#000000;"><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><span>La Corte ha ritenuto che, pur sussistendo lo scopo legittimo </span></span></span></span><span style="#000000;"><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><span lang="it-IT"><span>di tutela della famiglia, una norma che vietasse indiscriminatamente il subentro nella locazione alle coppie omosessuali non rappresenta una misura proporzionata nel bilanciamento degli interessi in gioco.</span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="#000000;"><span style="'Times New Roman', serif;"><span style="small;"><span lang="it-IT"><span>Interessante notare come la pronuncia in questione rispecchi un orientamento già presente nella giurisprudenza costituzionale italiana: nella <a href="http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/schedaDec.asp?Comando=RIC&amp;bVar=true&amp;TrmD=&amp;TrmDF=&amp;TrmDD=&amp;TrmM=&amp;iPagEl=1&amp;iPag=1">sentenza 404/1988</a> la Corte Costituzionale ha infatti parificato i diritti della successione nella locazione dei conviventi di fatto e delle coppie regolarmente sposate, senza distinguere tra coppie eterosessuali e omosessuali.</span></span></span></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Giurisprudenza CorEDU: La libertà di coscienza non tutela il rifiuto a vendere pillola contraccettiva</title>
		<link>http://www.labdif.org/?p=1060</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 17:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’affaire Pichon et Sajous c. Francia (ric. n. 49853/99 decisione del 2 ottobre 2001), due farmaciste si sono opposte alla vendita della pillola contraccettiva a tre donne che, in seguito, hanno sporto denuncia. Le due ricorrenti sono state condannate a una pena pecuniaria dai tribunali francesi. La Corte europea ha rigettato il ricorso presentato dalle due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 5px;" title="da wikipedia" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1d/Pilule_contraceptive.jpg" alt="" width="140" height="93" />Nell’<em>affaire</em> Pichon et Sajous c. Francia (<a href="http://cmiskp.echr.coe.int/tkp197/view.asp?item=1&amp;portal=hbkm&amp;action=html&amp;highlight=pichon&amp;sessionid=43809716&amp;skin=hudoc-fr">ric. n. 49853/99</a> decisione del 2 ottobre 2001), due farmaciste si sono opposte alla vendita della pillola contraccettiva a tre donne che, in seguito, hanno sporto denuncia. Le due ricorrenti sono state condannate a una pena pecuniaria dai tribunali francesi. La Corte europea ha rigettato il ricorso presentato dalle due farmaciste: essa ha stabilito che sebbene l’articolo 9 CEDU protegga il campo delle convinzioni personali e delle credenze religiose e gli atti ad essi intimamente connessi, non si può sostenere che questa disposizione garantisca sempre il diritto di comportarsi in ambito pubblico con modalità dettate da tali convinzioni. Infatti, l’articolo 9 non protegge qualsiasi atto o comportamento pubblico motivato o ispirato da una religione o convinzione.<span id="more-1060"></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La Cour relève que dans la présente affaire, les requérants, pharmaciens associés, ont argué de leurs croyances religieuses pour refuser de vendre, dans leur officine, la pilule contraceptive.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La Corte ritiene che, nella misura in cui la vendita della pillola é legale, è concessa solo su prescrizione medica e avviene esclusivamente e obbligatoriamente in farmacia, <strong>i ricorrenti farmacisti non posso fare valere e imporre ad altri le loro convinzioni religiose per giustificare il rifiuto a vendere tale prodotto, in quanto la manifestazione delle proprie convinzioni può essere esercitata in molteplici maniere al di fuori della sfera professionale.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Guido Raimondi eletto nuovo giudice italiano alla Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo</title>
		<link>http://www.labdif.org/?p=1055</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 17:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[26 gennaio 2010, Strasburgo - L&#8217;Assemblea parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa (APCE)  ha eletto, questo pomeriggio, il nuovo giudice italiano della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo. Guido Raimondi sostituirà Vladimiro Zagrebelsky che ricopre questo ruolo dall&#8217;aprile 2001. Il nuovo giudice, nato a Napoli il 22 ottobre 1953, é magistrato consigliere di Cassazione. G. Raimondi ha inoltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 5px;" title="Foto Sfisek" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0d/ECHR-CEDH.jpg" alt="" width="581" height="295" />26 gennaio 2010, Strasburgo - L&#8217;Assemblea parlamentare del Consiglio d&#8217;Europa (<a href="http://assembly.coe.int/DefaultF.asp">APCE</a>)  ha eletto, questo pomeriggio, il nuovo giudice italiano della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo. Guido Raimondi sostituirà Vladimiro Zagrebelsky che ricopre questo ruolo dall&#8217;aprile 2001. Il nuovo giudice, nato a Napoli il 22 ottobre 1953, é magistrato consigliere di Cassazione. G. Raimondi ha inoltre un alto profilo a livello internazionale: ricopre attualmente la carica di <em>legal advisor</em> presso l&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro (<a href="http://www.ilo.org/global/lang--en/index.htm">ILO</a>), ha sieduto più volte come giudice <em>ad hoc </em>presso la Corte europea e ha lavorato presso la Rappresentanza italiana presso il Consiglio d&#8217;Europa. Raimondi é stato eletto con  107 voti, contro i 53 di Riccardo Ventre e 28 Andreana Esposito. Si veda il <em><a href="http://assembly.coe.int/Documents/WorkingDocs/doc09/fdoc12020.pdf">curriculum vitae </a></em>dei tre candidati proposti dal Governo italiano e l&#8217;attuale <a href="http://www.echr.coe.int/ECHR/FR/Header/The+Court/The+Court/Judges+of+the+Court/">composizione </a>della Corte.</p>
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		<title>LA RIFORMA DEL CONSIGLIO D&#8217;EUROPA: il programma del Segretario generale. Il CoE come &#8220;faro dell&#8217;Europa&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 23:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Consiglio d'Europa]]></category>

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		<description><![CDATA[20 gennaio 2010, Strasburgo. Il neoeletto segretario generale del Consiglio d&#8217;Europa, Thorbjørn Jagland, ha presentato davanti al Consiglio dei Ministri le linee direttrici della nuova riforma del Consiglio d&#8217;Europa, ottenendo un larghissimo sotegno da parte dei Paesi membri (comunicato sulla reazione del Comitato dei ministri; v. inoltre comunicato sul sostegno di Regno Unito e Germania).
L&#8217;obiettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><img title="Il Segretario Generale CoE, T. Jagland" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5f/Thorbjorn_Jagland_2007.jpg" alt="Foto CoE" width="120" height="109" /><p class="wp-caption-text">Foto CoE</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">20 gennaio 2010, Strasburgo. Il neoeletto segretario generale del Consiglio d&#8217;Europa, Thorbjørn Jagland, ha presentato davanti al Consiglio dei Ministri le linee direttrici della nuova riforma del Consiglio d&#8217;Europa, ottenendo un larghissimo sotegno da parte dei Paesi membri (<a href="https://wcd.coe.int/ViewDoc.jsp?Ref=PR059(2010)&amp;Language=lanItalian&amp;Ver=original&amp;Site=DC&amp;BackColorInternet=F5CA75&amp;BackColorIntranet=F5CA75&amp;BackColorLogged=A9BACE">comunicato sulla reazione del Comitato dei ministri</a>; v. inoltre comunicato sul <a href="https://wcd.coe.int/ViewDoc.jsp?Ref=PR046(2010)&amp;Language=lanItalian&amp;Ver=original&amp;Site=COE&amp;BackColorInternet=F5CA75&amp;BackColorIntranet=F5CA75&amp;BackColorLogged=A9BACE">sostegno di Regno Unito e Germania</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo esplicito è quello di <strong>rilanciare il ruolo politico del Consiglio d&#8217;Europa </strong>sul piano internazionale, costituire il &#8220;<strong>nuovo faro per l&#8217;Europa</strong>&#8220;. Riformare, ridinamizzare, adattare questa organizzazione al nuovo contesto storico  per porsi come nuovo punto di riferimento regionale per tutti gli Stati dell&#8217;UE e non. Puntare sulle caratteristiche che lo rendono unico sul piano internazionale  per creare una nuova stabilità sociale europea, condizione necessaria per garantire il mantenimento della pace e la democrazia. Il segretario generale fa un appello a tutti gli organi del Consiglio affinchè contribuiscano a che la riforma parta da subito, &#8220;prima che sia troppo tardi&#8221;.<span id="more-1037"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In un momento storico come quello attuale, il Consiglio si deve proporre come uno <strong>spazio di stabilità e sicurezza democratica</strong>, cercando di <strong>riunire tutti gli Stati nazioni e l’Unione europea</strong>, con tutto il suo peso economico e politico, <strong>sotto le stesse norme, le stese leggi, la stessa corte.</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Les pays membres et non membres de l&#8217;Union européenne naviguent à bord d&#8217;un même navire, à destination d&#8217;un même avenir : une Europe unie et sans clivages.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E’ per questo che in un’Europa in rapida mutazione è necessario essere &#8220;<strong>capaci di riformare e di modernizzare le nostre istituzioni e di ridinamizzare il Consiglio d&#8217;Europa</strong>&#8220;.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ce n’est qu’en réformant notre Organisation que nous pouvons faire face aux nouvelles réalités de notre continent, être un partenaire pertinent et remplir notre rôle, tel que défini dans notre Statut, à savoir contribuer à l’unité européenne.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il Consiglio d’Europa <strong>deve puntare su &#8220;i settori nei quali abbiamo dei reali atouts</strong>&#8220;. Ad esempio, valorizzando &#8220;le rôle non-politique, axé sur l’expertise&#8221;, cio&#8217; che ci differenzia da altre organizzazioni che si occupano invece prevalentamente di &#8220;questions économiques, militaires et géostratégique&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">il Consigio d&#8217;Europa è inoltre la sola organizzazione che ha per missione</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">d’assurer le suivi du respect des obligations en matière de droits de l&#8217;homme, de démocratie et d’Etat de droit qui soit aussi pourvue des outils nécessaires pour la remplir pleinement et efficacement. La Cour des droits de l&#8217;homme, notamment, est un instrument exceptionnel sans équivalent sur aucun continent, ni à aucune époque.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il Consiglio d&#8217;Europa è una <strong>istituzione unica</strong> dotata di un accesso eccezionale al sapere e all&#8217;informazione grazie alle risorse uniche di cui dispone: ’instruments de suivi, est présent sur le terrain, il rassemble des parlementaires de tous les pays, il a des contacts privilégiés avec les autorités locales et régionales et il coopère étroitement avec les ONG&#8221;.</p>
<p>Grazie a queste risorse il CoE deve porsi l&#8217;<strong>obiettivo di anticipare e contribuire a trovare soluzioni ai grandi problemi sociali e politici</strong>, prima che sia troppo tardi. Siamo infatti</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">confrontés à une méfiance et à une intolérance accrues dans presque tous nos pays où se conjuguent les problèmes économiques et sociaux et les questions de migration.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questa organizzazione deve essere un &#8220;faro per l&#8217;Europa&#8221;, una struttura di allerta precoce con il risorgere di nuovi totalitarismi.</p>
<p>La stabilità sociale è una condizione del mantenimento della democrazia.</p>
<blockquote><p>Les droits sociaux ne peuvent être assurés sans droits démocratiques. Le Conseil de l&#8217;Europe doit donc être une maison dans laquelle les droits de l&#8217;homme et les droits sociaux cohabitent dans un même combat pour la paix et la stabilité.</p></blockquote>
<p>Ecco in breve i <strong>quattro obiettivi della riforma</strong>:</p>
<p>– revitaliser le Conseil de l&#8217;Europe en tant qu’organe politique et organisation novatrice ;<br />
– concentrer nos travaux sur un nombre plus restreint de projets, sélectionnés en fonction de leur forte valeur ajoutée et de leurs avantages spécifiques ;<br />
– développer une organisation souple qui soit aussi plus visible et plus adaptée aux besoins des citoyens européens.</p>
<p>Jagland ha poi enucleato i<strong> quattro pilastri</strong> su cui si fonderà la prima tappa della riforma:</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">I. Migliore governance</span></p>
<p style="text-align: justify;">Si deve rivedere globalmente la <strong>comunicazione</strong>.</p>
<p>Ristrutturare gli strumenti finanziari prevedendo un <strong>budget &#8220;plus performants&#8221; e trasparente</strong>.</p>
<p>Puntare sulla valutazione delle azioni messe in atto dall&#8217;organizzazione, creando <strong>nuovi strumenti controllo dlela qualità</strong> delle attività del Consiglio.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">II. Pilastro operazionale</span></p>
<p style="text-align: justify;">Porre l&#8217;attenzione sull&#8217;<strong>impatto reale delle attività</strong>. Rivedere il programma delle attività concentrandosi sulla loro portata e sul loro valore aggiunto. Concetrarsi sulle attività nei settori nei quali abbiamo dei reali atouts e &#8220;fare ciò che le altre organizzazioni non sanno fare&#8221;:</p>
<p style="text-align: justify;">Puntare su <strong>programmi meno numerosi ma più efficaci</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Rivedere la presenza dell&#8217;organizzazione sul territorio al fine di essere maggiorm,ente visibili e efficiaci, creando, ad esempio, una rete di ufifci del Consiglio d&#8217;Europa &#8220;qui ne seraient plus considérés comme des structures secondaires et ponctuelles mais feraient partie intégrante du système du Conseil de l&#8217;Europe&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">III. Le strutture del Consiglio</span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le Secrétariat doit être structuré afin de réaliser les objectifs politiques de l&#8217;Organisation, de faciliter la transversalité et la coordination, tout en gardant à l’esprit la nécessité d’instaurer un bon rapport coût/efficacité.</p>
<p style="text-align: justify;">
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">IV. La Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stop al trasferimento di risorse dalle attività del Consiglio verso la Corte</strong>. Si devono cercare delle soluzioni alternative.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p>Ecco il testo integrale dell&#8217;intervento (<a href="http://www.coe.int/t/secretarygeneral/sg/speeches/2010/20100120_reform_cm_FR.asp?">francese</a> e <a href="http://www.coe.int/t/secretarygeneral/sg/speeches/2010/20100120_reform_cm_EN.asp?">inglese</a>).</p>
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