Le politiche di respingimento in mare dell’Italia violano i diritti umani

Strasburgo, 28 aprile 2010 - Il Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) del Consiglio d’Europa ha pubblicato il proprio rapporto sulla visita in Italia del 27-31 luglio 2009 a valutazione delle politiche di respingimento del Paese verso la Libia e altri Stati non europei. La visita del CPT ha concentrato il proprio interesse sulle operazioni di respingimento avvenute tra maggio e fine luglio 2009 e ha anche preso in considerazione il trattamento riservato ai migranti nel periodo in cui sono stati privati della loro libertà nel corso di tali operazioni.

Secondo il rapporto, la pratica italiana di intercettare le imbarcazioni dei migranti in mare e di costringerli a ritornare verso Paesi con una tutela inadeguata dei diritti umani costituisce violazione del principio di non-refoulement, cui l’Italia é obbligata anche in virtù dell’Articolo 3 CEDU.

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                               CEDU                               

Sancito il diritto al subentro nella locazione delle coppie omosessuali

17 Marzo 2010 – Strasburgo. La CorEDU, nella sentenza Kozack v. Polonia, ha censurato il regime polacco (ora abrogato da una nuova legge del 2001) riguardante i diritti di successione dei conviventi omosessuli nel contratto di locazione intestato al partner. Ha così affermato il diritto delle coppie omosessuali di vedersi riconosciuti gli stessi diritti delle coppie eterosessuali nell’ambito, nel caso in questione, del subentro nella locazione, in mancanza di motivi che determinino una giustificata diversità di trattamento.

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Marzo 17, 2010 | Leave a Comment


                   Diritto Penale                          

Misure di prevenzione e udienza pubblica: nuova condanna CEDU per l’Italia. La cassazione solleva questione legittimità davanti alla Corte Costituzionale

5 gennaio 2010, Strasburgo - Nel caso Bongiorno c. Italia (ricorso n. 4514/07), la CorEDU ha condannato nuovamente l’Italia in quanto la procedura in materia di misure di prevenzione (confisca nel caso di specie) si svolge in camera di consiglio in violazione del principio della pubblicità della procedura previsto dall’art. 6 CEDU. L’Italia é stata più volte condannata a questo proposito, a partire dalla sentenza Bocellari e Rizza (ric. n. 399/02, 13 novembre 2007).

La Corte di cassazione ha ritenuto, con una recente ordinanza (n. 43250 dell’11 novembre 2009), in contrasto rispetto ad un maggioritario indirizzo della stessa Corte successivo alla richiamata sentenza Bocellari, non manifestamente infondata la  questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 della legge n. 1423/1956 e dell’art. 2ter legge n. 575/1965 ”nella parte in cui non consentono che, a richiesta di parte, il procedimento in materia di misure di prevenzione si svolga in pubblica udienza”. [Read more...]

Gennaio 6, 2010 | Leave a Comment


                Concorsi internazionali                

Intervista al Prof. Greppi sulla vittoria del concorso “Habeas Corpus”

6 aprile 2009 - Torino. Digi.To pubblica un’intervista al Prof. Greppi, ordinario di diritto internazionale presso l’Università degli Studi di Torino, quanto alla vittoria del concorso internazionale sui diritti dell’uomo “Habeas Corpus”, la cui fase orale si è tenuta a Lione dall’8 al 13 marzo 2009.

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Maggio 6, 2009 | Leave a Comment


                    Consiglio d'Europa               

Le politiche di respingimento in mare dell’Italia violano i diritti umani

Strasburgo, 28 aprile 2010 - Il Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) del Consiglio d’Europa ha pubblicato il proprio rapporto sulla visita in Italia del 27-31 luglio 2009 a valutazione delle politiche di respingimento del Paese verso la Libia e altri Stati non europei. La visita del CPT ha concentrato il proprio interesse sulle operazioni di respingimento avvenute tra maggio e fine luglio 2009 e ha anche preso in considerazione il trattamento riservato ai migranti nel periodo in cui sono stati privati della loro libertà nel corso di tali operazioni.

Secondo il rapporto, la pratica italiana di intercettare le imbarcazioni dei migranti in mare e di costringerli a ritornare verso Paesi con una tutela inadeguata dei diritti umani costituisce violazione del principio di non-refoulement, cui l’Italia é obbligata anche in virtù dell’Articolo 3 CEDU.

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Maggio 9, 2010 | Leave a Comment


                Giurisdizioni nazionali                

Il Senato approva il Ddl sul “processo breve”: riforma della legge Pinto sulla lunghezza dei processi. La reintroduzione del contributo unificato.

Roma - 22 gennaio 2010. Il Senato ha approvato, modificandolo, Il ddl (S. 1880) [via kataweb] presentato dal gruppo del PdL (primo firmatario sen. M. Gasparri) sul cd. “processo breve”. Il testo passa ora alla Camera (C. 3137) [nuova versione testo modificato]. Tra le modifiche più rilevanti apportate al testo da parte del Senato, la reintroduzione, attraverso la modifica del DPR sulle spese di giustizia (n. 115/2002), del pagamento del contributo unificato per le procedure Pinto (v. infra).

Il ddl, infatti, non prevede solo la norma, fortemente contestata, relativa all’estinzione del processo per violazione dei termini di durata ragionevole (art. 2 del disegno di legge) ma anche (art. 1) la modifica della “legge Pinto” [via altalex] sulla equa riparazione per violazione del diritto alla ragionevole durata del processo, introdotta nel 2001 come rimedio nazionale alle violazioni dell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Si veda anche il dossier di documentazione [via senato].

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Novembre 14, 2009 | Leave a Comment


                                Varie                               

Giurisprudenza CorEDU: La libertà di coscienza non tutela il rifiuto a vendere pillola contraccettiva

Nell’affaire Pichon et Sajous c. Francia (ric. n. 49853/99 decisione del 2 ottobre 2001), due farmaciste si sono opposte alla vendita della pillola contraccettiva a tre donne che, in seguito, hanno sporto denuncia. Le due ricorrenti sono state condannate a una pena pecuniaria dai tribunali francesi. La Corte europea ha rigettato il ricorso presentato dalle due farmaciste: essa ha stabilito che sebbene l’articolo 9 CEDU protegga il campo delle convinzioni personali e delle credenze religiose e gli atti ad essi intimamente connessi, non si può sostenere che questa disposizione garantisca sempre il diritto di comportarsi in ambito pubblico con modalità dettate da tali convinzioni. Infatti, l’articolo 9 non protegge qualsiasi atto o comportamento pubblico motivato o ispirato da una religione o convinzione. [Read more...]

Gennaio 26, 2010 | Leave a Comment