Guido Raimondi eletto nuovo giudice italiano alla Corte europea dei diritti dell’uomo
26 gennaio 2010, Strasburgo - L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) ha eletto, questo pomeriggio, il nuovo giudice italiano della Corte europea dei diritti dell’uomo. Guido Raimondi sostituirà Vladimiro Zagrebelsky che ricopre questo ruolo dall’aprile 2001. Il nuovo giudice, nato a Napoli il 22 ottobre 1953, é magistrato consigliere di Cassazione. G. Raimondi ha inoltre un alto profilo a livello internazionale: ricopre attualmente la carica di legal advisor presso l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), ha sieduto più volte come giudice ad hoc presso la Corte europea e ha lavorato presso la Rappresentanza italiana presso il Consiglio d’Europa. Raimondi é stato eletto con 107 voti, contro i 53 di Riccardo Ventre e 28 Andreana Esposito. Si veda il curriculum vitae dei tre candidati proposti dal Governo italiano e l’attuale composizione della Corte.
La Corte europea dichiara manifestamente infondato il ricorso di Previti sul procedimento IMI/SIR
Strasburgo, 8 dicembre 2009 - La Corte europea dei diritti dell’uomo deciso per l‘irricevibilità del ricorso di Cesare Previti (app. no. 45291/06) contro l’Italia in relazione alla vicenda IMI/SIR.
Il ricorrente era stato condannato in via definitiva a sei anni di reclusione per corruzione in atti giudiziari dalla Corte di Cassazione il 4 maggio 2006 dopo una condanna in primo grado emessa il 29 aprile 2003 dalla IV sezione penale del Tribunale di Milano a undici anni di reclusione ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed una sentenza della Corte di Appello di Milano del 23 maggio 2005 che lo condannava a sette anni di reclusione.
La Corte europea ha dichiarato manifestamente infondati tutti i profili del ricorso presentato da Previti relativi al procedimento IMI/SIR, che lamentava violazione dei principi dell’equo processo (articolo 6), del diritto alla privacy (articolo 8 ) in relazione alle intercettazioni utilizzate, del principio di legalità (articolo 7) rispetto alla fattispecie di reato imputatagli e del diritto all’appello (articolo 2 Protocollo 7). [Read more...]
Misure di prevenzione e udienza pubblica: nuova condanna CEDU per l’Italia. La cassazione solleva questione legittimità davanti alla Corte Costituzionale
5 gennaio 2010, Strasburgo - Nel caso Bongiorno c. Italia (ricorso n. 4514/07), la CorEDU ha condannato nuovamente l’Italia in quanto la procedura in materia di misure di prevenzione (confisca nel caso di specie) si svolge in camera di consiglio in violazione del principio della pubblicità della procedura previsto dall’art. 6 CEDU. L’Italia é stata più volte condannata a questo proposito, a partire dalla sentenza Bocellari e Rizza (ric. n. 399/02, 13 novembre 2007).
La Corte di cassazione ha ritenuto, con una recente ordinanza (n. 43250 dell’11 novembre 2009), in contrasto rispetto ad un maggioritario indirizzo della stessa Corte successivo alla richiamata sentenza Bocellari, non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 della legge n. 1423/1956 e dell’art. 2ter legge n. 575/1965 ”nella parte in cui non consentono che, a richiesta di parte, il procedimento in materia di misure di prevenzione si svolga in pubblica udienza”. [Read more...]
Intervista al Prof. Greppi sulla vittoria del concorso “Habeas Corpus”
6 aprile 2009 - Torino. Digi.To pubblica un’intervista al Prof. Greppi, ordinario di diritto internazionale presso l’Università degli Studi di Torino, quanto alla vittoria del concorso internazionale sui diritti dell’uomo “Habeas Corpus”, la cui fase orale si è tenuta a Lione dall’8 al 13 marzo 2009.
LA RIFORMA DEL CONSIGLIO D’EUROPA: il programma del Segretario generale. Il CoE come “faro dell’Europa”

Foto CoE
20 gennaio 2010, Strasburgo. Il neoeletto segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, ha presentato davanti al Consiglio dei Ministri le linee direttrici della nuova riforma del Consiglio d’Europa, ottenendo un larghissimo sotegno da parte dei Paesi membri (comunicato sulla reazione del Comitato dei ministri; v. inoltre comunicato sul sostegno di Regno Unito e Germania).
L’obiettivo esplicito è quello di rilanciare il ruolo politico del Consiglio d’Europa sul piano internazionale, costituire il “nuovo faro per l’Europa“. Riformare, ridinamizzare, adattare questa organizzazione al nuovo contesto storico per porsi come nuovo punto di riferimento regionale per tutti gli Stati dell’UE e non. Puntare sulle caratteristiche che lo rendono unico sul piano internazionale per creare una nuova stabilità sociale europea, condizione necessaria per garantire il mantenimento della pace e la democrazia. Il segretario generale fa un appello a tutti gli organi del Consiglio affinchè contribuiscano a che la riforma parta da subito, “prima che sia troppo tardi”. [Read more...]
Il Senato approva il Ddl sul “processo breve”: riforma della legge Pinto sulla lunghezza dei processi. La reintroduzione del contributo unificato.
Roma - 22 gennaio 2010. Il Senato ha approvato, modificandolo, Il ddl (S. 1880) [via kataweb] presentato dal gruppo del PdL (primo firmatario sen. M. Gasparri) sul cd. “processo breve”. Il testo passa ora alla Camera (C. 3137) [nuova versione testo modificato]. Tra le modifiche più rilevanti apportate al testo da parte del Senato, la reintroduzione, attraverso la modifica del DPR sulle spese di giustizia (n. 115/2002), del pagamento del contributo unificato per le procedure Pinto (v. infra).
Il ddl, infatti, non prevede solo la norma, fortemente contestata, relativa all’estinzione del processo per violazione dei termini di durata ragionevole (art. 2 del disegno di legge) ma anche (art. 1) la modifica della “legge Pinto” [via altalex] sulla equa riparazione per violazione del diritto alla ragionevole durata del processo, introdotta nel 2001 come rimedio nazionale alle violazioni dell’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Si veda anche il dossier di documentazione [via senato].
Giurisprudenza CorEDU: La libertà di coscienza non tutela il rifiuto a vendere pillola contraccettiva
Nell’affaire Pichon et Sajous c. Francia (ric. n. 49853/99 decisione del 2 ottobre 2001), due farmaciste si sono opposte alla vendita della pillola contraccettiva a tre donne che, in seguito, hanno sporto denuncia. Le due ricorrenti sono state condannate a una pena pecuniaria dai tribunali francesi. La Corte europea ha rigettato il ricorso presentato dalle due farmaciste: essa ha stabilito che sebbene l’articolo 9 CEDU protegga il campo delle convinzioni personali e delle credenze religiose e gli atti ad essi intimamente connessi, non si può sostenere che questa disposizione garantisca sempre il diritto di comportarsi in ambito pubblico con modalità dettate da tali convinzioni. Infatti, l’articolo 9 non protegge qualsiasi atto o comportamento pubblico motivato o ispirato da una religione o convinzione. [Read more...]




